Messico e nuvole
Si dice spesso che in carcere non si sta bene . Sarà così in Italia, che so, a Regina Coeli a Roma, o in altre zone. Di certo non è così ad Acapulco, città conosciuta ai più semplicemente perché si trova in Messico e perché è uno dei posti che attirano maggior numero di turisti . Ebbene pochi conoscono il carcere di “Las Cruces” che ospita alcuni tra i più pericolosi detenuti del paese . Proprio in questa prigione di massima sicurezza si venuto a verificare un episodio che stenterei a definire bizzarro. Infatti i detenuti in questione non ritenevano di essere trattati abbastanza bene dalle autorità . Quindi si sono attrezzati, giustamente. Leggiamo dal bell’articolo del “Corriere della Sera” (link) che in Messico è praticamente all’ordine del giorno il vedere celle a 5 stelle per alcuni. Si è scoperto, dopo un’operazione di controllo, che i narcos rinchiusi avevano a disposizione ogni ben di Dio. Un sacco di marijuana, tv al plasma, un harem di 19 escort che nessuno ha capito come siano entrate, pavoni, pappagallini, galli da combattimento e chi più ne ha più ne metta. Una situazione assolutamente surreale. In pratica questi tizi stavano meglio lì dentro che fuori. Sempre nell’articolo si legge di casi analoghi a questo: il caso più clamoroso è di certo quello che ha come protagonisti i killer del carcere di Gomez Palacio ai quali veniva concesso un permesso per uscire, uccidere, e rientrare in cella come se niente fosse. Facile no? Sembra incredibile ma è così. Ovviamente tutto questo non si fa senza il consenso delle “autorità”. E che autorità. Spesso ci lamentiamo dell’Italia, qualche volta non fa male buttare l’occhio anche nel resto del mondo. Da noi i problemi delle carceri sono altri, non sono questi. Esistono però altre sedi e altri momenti per parlare di questo. Alla prossima. Hasta luego.